degustazione guidata presso la Cantina Zazzera Todi (Pg) domenica 16 dicembre ore 19,00 unnamed

L’associazione culturale Matavitatau propone un viaggio nel gusto, per conoscere l’antico vitigno “greco di Todi” di recente riscoperto. Alla famiglia Zazzera e all’enologo tuderte Alessandro Carletto, con una indagine iniziata già nel 2004, va il merito di aver proposto di nuovo all’attenzione un vitigno autoctono che avrebbe rischiato l’oblio: il Grero. Grazie allo studio attento e rispettoso del territorio e alla collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università di Perugia, questo antico vitigno, di cui si era totalmente interrotta la coltivazione e persa memoria, è tornato all’attenzione della comunità scientifica che ne ha intrapreso l’analisi e lo studio rivelando sorprendenti risultati.

Cosa rende una bottiglia di vino unica e preziosa? La storia del luogo che essa custodisce e restituisce Cosa occorreva per veder riconosciuto al ‘Greco Nero di Todi’ citato sulle vecchie carte, il titolo ufficiale di vitigno autoctono di Todi? Poiché un vitigno può definirsi autoctono “solo se ottenuto localmente da incroci naturali adattati nel tempo”, serviva il capostipite, la pianta madre. Questa venne trovata nel febbraio 2009 in località Romazzano, piccola frazione di Todi: età oltre 120 anni, diametro del tronco 37 centimetri. Si tratta di un’ antica vite, documentata fin dal 1893, da questa ‘pianta madre’ sono stati riprodotti degli esemplari coltivati da tre aziende agricole del territorio: la Cantina Todini, la Cantina Zazzera e l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, le cui uve sono state lavorate all’interno dell’Istituto Agrario di Todi.

A seguire tutto l’ iter procedurale di ricerca: analisi ampelografica del vitigno, analisi molecolare, indagini agronomiche, vinificazioni ed analisi chimico, fisiche e sensoriali, dossier dei dati e registrazione del vitigno presso il Registro Nazionale di Varietà della Vite, col nome “Grero” sintesi tra le parole ‘Greco’ e ‘nero’ con le quali veniva segnalato negli antichi documenti del XIX secolo. Tale vitigno racchiude grandi potenzialità ben espresse dal Grero: vino di colore porpora, con un’alta intensità e complessità aromatica di  frutti rossi, speziato e balsamico di erbe aromatiche. Sebbene ad oggi quella del Grero di Todi rimane una produzione di nicchia, di appena 3 ettari totali, il prezioso studio che ha condotto alla sua produzione e che  ne esalta le caratteristiche e  i punti di forza, mira a fare di questo nero tuderte  un “mediatore del gusto” come l’ha definito Sandro Camilli,  presidente dell’Associazione italiana Sommelier Umbria, sottolineandone la grande versatilità in cucina . Ancora una volta dal passato un’opportunità ci è donata per riscoprire la nostra identità.

La partecipazione è possibile solo previa prenotazione entro giovedi 13 dicembre

Per informazioni, costi e prenotazioni contattare il numero 3296161471 o via mail info@matavitatau.it

45568542_1549536131858028_2023370066787041280_nNuovi studi e analisi dei documenti archivistici schiudono uno spazio di storia tuderte, fino ad ora celato alla conoscenza.
La visita guidata permetterà di approfondire le vicende storiche del significativo palinsesto che insiste su quella che era un’area sacra già in età romana e preromana. Si visiteranno gli scavi e le strutture attinenti alla chiesa inferiore del secolo VII-VIII secolo che fu oggetto di interventi nel XIII secolo e poi ampliata e modificata nel XIV e XVII secolo.

I frati dell’Ordine domenicano, presenti dal 1394 al 1810 presso la chiesa di Santa Maria in Camuccia e nell’ annesso convento, insediarono proprio qui la vicaria tuderte dell’Inquisizione Romana. Questa

fu attiva dai primi decenni del XVII secolo sino alla fine del potere temporale dei Papi: una presenza che ora, grazie a uno studio specifico è possibile mettere in evidenza e comprendere nei suoi risvolti.

Per informazioni, costi e prenotazioni, contattare:
info@matavitatau.it
cell. 3296161471

La Diocesi di Orvieto-Todi, in particolare la Caritas Diocesana, insieme all’Associazione Culturale Matavitatau, organizzano a Todi dal 30 dicembre 2017 al 14 Gennaio 2018, presso la chiesa della Nunziatina, la mostra dal titolo: “Migranti, la sfida dell’incontro”. invito migrantiLa mostra, presentata per la prima volta al Meeting di Rimini del 2016 e ora itinerante, è articolata in un percorso espositivo composto da immagini, testi e brevi video ed annovera tra i suoi curatori Giorgio Paolucci, giornalista e scrittore, ed è patrocinata dalla Fondazione Migrantes (Organismo Pastorale della CEI). Secondo gli organizzatori, la mostra può costituire un contributo particolarmente interessante per Todi, città dalla forte vocazione culturale e turistica. L’utilità di una riflessione pubblica sul tema dell’accoglienza e del rapporto con l’altro è stata riconosciuta e valorizzata anche dalle istituzioni civili e culturali locali: la mostra ha ottenuto il patrocinio del Comune di Todi, ed annovera collaborazioni con il Rotary Club di Todi, la testata giornalistica Umbria e Cultura e il Centro Studi e Qualità dell’Accademia dei Georgofili che hanno fattivamente contribuito alla realizzazione dell’evento. Perché questa mostra? La mostra non ha la pretesa di offrire soluzioni per un problema molto complesso che divide l’opinione pubblica e le cancellerie internazionali. Lo scopo è piuttosto quello di proporre un percorso di immedesimazione nelle vicende umane di coloro che lasciano la loro terra in cerca di un futuro migliore e, insieme, di raccontare e di capire come il rapporto con queste persone interpelli ciascuno di noi, nella consapevolezza che l’incontro è la dimensione fondamentale di ogni esistenza umana. La parola incontro è una chiave di lettura centrale, come sottolinea Papa Francesco: “Un vero incontro implica la chiarezza della propria identità, ma al tempo stesso la disponibilità a mettersi nei panni dell’altro per cogliere, al di sotto della superficie, ciò che agita il suo cuore, che cosa cerca veramente”. La mostra trae origine da tante domande suscitate dalla realtà degli eventi. Negli ultimi anni migliaia di migranti sono arrivati in Italia, soprattutto via mare e nel nostro Paese vivono ormai stabilmente 5 milioni di stranieri. Da dove vengono, cosa cercano, di quali vicende umane sono protagonisti? Cosa significa accogliere? Come è possibile incontrare chi appartiene a un’identità diversa dalla nostra? Come si può vivere insieme? Come si muovono l’Italia e l’Europa di fronte a un fenomeno epocale che suscita polemiche e divisioni nell’opinione pubblica e nella politica? E quali sono le esperienze in atto che testimoniano che l’altro è un bene. All’inaugurazione, in programma il 30 dicembre 2017 alle ore 16:30 presso la Sala del Trono del Palazzo del Vescovado a Todi, porterà il suo saluto il Sindaco di Todi, Avv. Antonino Ruggiano; interverranno S.E. Mons. Benedetto Tuzia, Vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi e la dott.ssa Alessandra Convertini, curatrice della mostra. Evento di rilievo, nel corso del periodo di esposizione della mostra è quello previsto nella giornata di sabato 13 gennaio dal titolo: Le forze che muovono la storia sono le stesse che muovono il cuore dell’uomo”. Sarà presente il dott. Ahmad Farhad Bitani, educatore e fondatore del Global Afghan Forum, figlio di un generale dei mujaheddin, uno degli uomini più fidati del presidente Karzai che porterà la sua testimonianza diretta. Dopo la pubblicazione, nel 2014, del suo libro “L’Ultimo lenzuolo bianco”, Bitani diventa protagonista di numerosissime conferenze in cui racconta la sua esperienza in Afghanistan e il percorso di riflessione e cambiamento intrapreso dal suo arrivo in Italia. Particolarmente significativa è la testimonianza che porta nelle scuole, dove diventa punto di riferimento per molti giovani alla ricerca di risposte di fronte alle sfide del presente. Fharad Bithani incontrerà i ragazzi delle scuole superiori in un appuntamento a loro riservato alle ore 09,30 presso l’Aula Magna del Liceo Jacopone da Todi, appuntamento aperto poi a tutta la cittadinanza lo stesso giorno alle ore 16,30 presso la Sala del Trono del Vescovado. Il 14 gennaio, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, si concluderà l’evento espositivo, con una conviviale e festa finale dal titolo: “L’altro è un bene per me” a cura di Caritas Todi e Associazione Culturale Matavitatau, presso il Palazzo del Vignola. La mostra sarà anche il perno di una serie di eventi collaterali dal titolo: “L’io rinasce in un incontro, aperitivo con…”, veri e propri momenti di approfondimento e di concreta declinazione del tema della migrazione nella realtà del territorio, che offriranno un’occasione di racconto di alcune esperienze positive già in atto nel campo dell’accoglienza e di confronto sul tema attualissimo della migrazione. Gli incontri si svolgeranno nella stessa sede della mostra, il prezioso scrigno barocco della Chiesa della Nunziatina, nei seguenti pomeriggi feriali alle ore 17,30: 02/01/2018 “Vado scuola: esperienze di apprendimento di italiano L2” a cura dell’Associazione Culturale Matavitatau 04/01/2018  “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”  a cura del Banco di Solidarietà 05/01/2018  “ Missione in Albania della Diocesi” a cura di Fondazione Migrantes 09/01/2018   “Esperienze di accoglienza a Todi” a cura di Caritas Orvieto Todi 10/01/2018   “L’olio come risultato di migrazioni millenarie fra continenti, religioni, civiltà ” a cura dell’Accademia dei Georgofili e dell’Associazione Culturale Matavitatau 11/01/2018   “Fuocoammare” 2016, proiezione del film di Gianfranco Rosi, presso il teatro dell’Istituto Agrario Ciuffelli Einaudi 12/01/2018 “La donna e l’Islam” a cura del Rotary Club di Todi

Visita guidata al castello e al bosco del Sasseto

domenica 2 luglio 2017

Torre Alfina – Acquapendente (VT)

L’ ASSOCIAZIONE MATAVITATAU propone un itinerario che permette di scoprire i segreti del bosco del Sasseto, annoverato tra i Boschi Monumentali d’Italia e il castello-residenza di Torre Alfina, appartenuto ai Monaldeschi e poi ai Marchesi Cahen. Il percorso si articolail-tempietto-nel-bosco al margine dell’altopiano dell’Alfina che regala un paesaggio simile a quello della Maremma, lasciando lo sguardo libero di spaziare su ampi pascoli e su aree umide dove ribolle l’acqua delle solfarole.  Sotto i margini del pianoro si estende  il fitto e ombroso bosco del Sasseto, un luogo fiabesco con alberi secolari cresciuti tra grandi blocchi di basalto, che si apre al cielo e al sole in una piccola radura, dove, maestoso e austero, appare il neogotico mausoleo di Edoardo Cahen, marchese di Torre Alfina. La visita guidata prosegue al castello situato a 602 metri dal mare nell’altopiano dell’Alfina; esso rappresenta una delle più belle e affascinanti dimore storiche presenti sul territorio, in un punto caratteristico che segna il confine fra tre regioni: Umbria, Lazio e Toscana. La storia del castello e del borgo si intreccia con quella dei Monaldeschi della Cervara che trasformarono l’antica struttura fortificata in un’ elegante residenza di campagna, su modello rinascimentale.  I Monaldeschi conservarono la proprietà  fino alla metà del XVII secolo, quando per via ereditaria passò alla famiglia Bourbon del Monte e poi al banchiere Edoardo Cahen, che avviò un restauro totale del palazzo. Ai piedi del castello, il borgo di Torre Alfina, uno dei più belli d’Italia, che con le sue viuzze e case in pietra crea un’atmosfera d’altri tempi.  

Per informazioni e prenotazioni:

329  6161471 Nicoletta B. 339 7807729 Benedetta T.

Fortificazioni, mulini e ponti romani lungo il cammino 21 Maggio 2017   amerinaL’Associazione Culturale Matavitatau propone, per la giornata di domenica 21 Maggio, una passeggiata lungo il tracciato della via Amerina, l’antica via di collegamento tra i maggiori centri umbri e Roma, risalente al III secolo a.C., alla scoperta di antiche vie di comunicazione, di itinerari inconsueti e di antichi mulini. L’escursione ha inizio dalla pineta di Montenero, caratteristico rimboschimento realizzato nel XIX sec. da Angelo Cortesi nei possedimenti che in precedenza furono degli Accursi. Il percorso segue fedelmente l’antica strada romana Amerina che in questo tratto segue il corso del torrente Arnata ed era detta anche “strada dei mulini”. Scavalcheremo due ponti dell’antico tracciato nascosti tra i boschi: il ponte della Falce e il ponte di Pesciano, oggetto di un recente intervento di restauro non ancora terminato. Il punto di arrivo della camminata è il mulino Olivieri, suggestivo impianto a forza idraulica per la molitura dei cereali e delle olive perfettamente conservato. TIPOLOGIA: anello (strada asfaltata, strada sterrata, sentiero) DIFFICOLTÀ: E (escursionistico) DISLIVELLO IN SALITA: m 150 DISLIVELLO IN DISCESA: m 150 PERCORRENZA: 4,8 km TEMPO PREVISTO: 4h MATERIALE: ABBIGLIAMENTO COMODO E ADEGUATO ALLA STAGIONE (pantaloni lunghi e giacca a vento), SCARPE COMODE (consigliati scarponcini da trekking), ACQUA, CONSIGLIATI ANCHE MACCHINA FOTOGRAFICA E BINOCOLO. Per ulteriori informazioni e per i dettagli della visita si prega di contattare: 329  6161471 Nicoletta B. 339 7807729 Benedetta T.

sabato 4 marzo 2017

 PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA MATAVITATAU

ore 17,00  Sala della Giunta – Comune di Todi

L’ANTICA ROMA NEL TUO PIATTO

ore 19,30- Ristorante Jacopone

cena romana jacopone 17L’Associazione Culturale Matavitatau in collaborazione col Ristorante Jacopone di Todi, in occasione della presentazione del programma associativo del 2017, propone una serata conviviale a tema. La presentazione del programma sarà alle ore 17,00 presso la Sala della Giunta, al secondo piano del palazzo Comunale; seguirà la serata conviviale presso il Ristorante Jacopone. Con il soccorso di una Minerva che non sdegna di sporcarsi le mani in cucina, lo chef preparerà per i convitati, tra le altre cose, la peverada medievale, citata anche in Iacopone da Todi, salsa che ricalca il piperatum di epoca romana documentato da Apicio nel ‘De re coquinaria’. A fine pasto delizierà il palato dei commensali il “brodo di giuggiole”, oggi prodotto tipico di Arquà Petrarca nei Colli Euganei, liquore ricavato dalla pianta da frutto originaria della Siria, importata in Italia proprio dai romani. I piatti, interpretati dalla sapiente creatività del Ristorante Jacopone, saranno introdotti dalla Presidente dell’Associazione Matavitatau che illustrerà le ricette latine da cui sono tratti. Per partecipare è necessario prenotare  entro giovedì 2 marzo contattando: 329  6161471 Nicoletta B. 339 7807729 Benedetta T.

domenica 4 settembre 2016

Santa Maria Antiqua_locandina_A4_stampaIn occasione del decennale (2006-2016),  l’Associazione Culturale Matavitatau in collaborazione col Rotary Club di Todi, propone un itinerario che permette di scoprire due “perle del passato” in cui si coniugano antichità romana, persistenze dall’antico e pregevoli testimonianze dell’arte altomedievale e bizantina.

La chiesa di Santa Maria Antiqua, ubicata alle spalle del tempio dei Càstori, dove sorgeva il palazzo dell’imperatore Domiziano, la Domus flavia augustana, è il primo edificio cristiano del fòro romano. La visita, che sarà guidata, costituisce un’ occasione unica (anche in considerazione del fatto che la basilica, riaperta al pubblico dopo più di trenta anni di chiusura, non sarà più visitabile già da metà settembre) per poter ammirare le pitture realizzate durante il pontificato di Martino I e che svelano il volto del Papa tuderte.

L’edificio faceva parte di un complesso che venne riutilizzato nel IV-V secolo nell’ambito di un processo di cristianizzazione degli edifici dell’area pubblica. La chiesa, nell’arco di circa tre secoli, venne decorata con estesi cicli pittorici, testimonianze uniche dell’arte altomedievale e bizantina (quasi la totalità del patrimonio pittorico coevo, esistente nell’Impero Bizantino, andò distrutto durante l’Iconoclastia dell’VIII secolo). Nel IX secolo Santa Maria Antiqua fu travolta dai crolli del terremoto dell’847 d.C. e rimase sigillata per più di 1000 anni. Solo nel 1900 Giacomo Boni trovò una lastra marmorea con la dedicazione e scoprì la chiesa sepolta: tutto si era fermato all’ epoca del terremoto, permettendo di ritrovare gran parte delle decorazioni.

Seconda tappa della visita la Basilica di San Clemente che permette di ripercorrere duemila anni di storia. Attraverso la successione di quattro principali fasi evolutive, la stratigrafia del complesso mostra come diverse fasi archeologiche e culturali si siano succedute l’una all’altra,  senza soluzione di continuità. La ricchezza di elementi architettonici, artistici e storici, comprendenti l’arco di vita di quasi tutta l’era cristiana, ne fa un monumento unico nella storia dell’arte di Roma.

Per partecipare è necessario prenotare  entro giovedì 1 settembre, contattando: 329  6161471 Nicoletta B. 339 7807729 Benedetta T.

sabato 2 e domenica 3 luglio 2016

 

urbis salvia

Ricostruzione di Urbs Salvia

L’ ASSOCIAZIONE MATAVITATAU propone un itinerario che permette di scoprire il passato romano delle Marche attraverso le persistenze che dall’antico giungono fino a noi. In un unico viaggio sarà possibile riappropriarsi dell’antichità  e di quanto di essa perdura nelle diverse epoche.

Le degustazioni di prodotti tipici marchigiani, come il lonzino di fico, erede di un antico preparato romano, o il Moretum (nella traduzione del poeta di Recanati) accompagneranno i soci in un “viaggio nel viaggio” a riscoprire la storia di sapori e ingredienti antichi. Il programma di visita è il seguente:

sabato 2 luglio

  • partenza con pulmino (o per chi vuole mezzi autonomi)

-          ore 8,00 da Todi: ritrovo presso il Piazzale Gian Fabrizio degli Atti, davanti alla scuola Cocchi-Aosta,  bar Mokambo di Porta Fratta -          ore 8.40 da Perugia: presso Todis/Mipatrini, uscita Park Hotel

  • ore  9,45 arrivo a Scheggia e Pascelupo e visita guidata all’Abbazia di S. Emiliano in Congiuntoli
  • a seguire visita a Sassoferrato e dintorni
  • ore 13-15,00 pausa pranzo
  • ore 15,10 visite guidate all’Abazia di S. Croce e Monastero di Fonte Avellana
  • ore 20,30 sistemazione presso strutture ricettive a Sassoferrato

domenica 3 luglio

  • dalle ore 10,00: visite a: Genga, Recanati
  • Ore 13,00 pranzo presso il Ristorante “ Incanto” a Recanati
  • Dalle ore 14,45 visite a Urbisaglia e Fiastra
  • Rientro previsto a Perugia per le ore 23,00 circa

Per partecipare è necessario  prenotare perentoriamente entro lunedì 27 giugno. Non sono accettate prenotazioni oltre questa data. Per ulteriori informazioni e per i dettagli della visita si prega di contattare: 329  6161471 Nicoletta B. 339 7807729 Benedetta T.        

venerdì 15 aprile 2016 ore 18

ROMA

di Federico Fellini

Cinema Jacopone

Via Matteo D’Acquasparta, 4    Todi (Pg)

Con introduzione a cura di Manfredo Retti e Gianluca Prosperi

In occasione del decenn$RWIBIGUale associativo (2006-2016) Matavitatau amplia il percorso di riflessione dentro l’antico per “ripetere” l’incontro di sguardi tra l’antichissimo e il contemporaneo, proponendo la visone del film “Roma” di Federico Fellini: un viaggio attraverso la Città “tante volte morta e tante volte rinata” fatta di realtà diverse e composite. Il film sarà proiettato nella nuova versione restaurata, realizzata a marzo 2016 dalla Cineteca Nazionale e Museo Nazionale del Cinema di Torino e prevede anche il montaggio delle inquadrature con due camei di Alberto Sordi e Marcello Mastroianni che erano stati espunti nella versione originale del 1972. Fellini con una la prospettiva storico-impressionistica ci presenta la città eterna, quasi un museo antropologico e dell’immaginario (Roma antica imperiale, la grande madre, il Vaticano, il traffico caotico, l’osteria) cui poter fare ancora visita senza che l’incanto sia mutato. Le statue antiche lascito dell’antichità, nel notturno finale del film, rimangono come interrogativi lanciati, nei quali si può leggere uno straniante e ammaliante connubio, una contrapposizione vecchio-nuovo in una notte-futuro che avanza e che tutto avvolge (notte classicamente intesa come perdita di orientamento cui è impossibile resistere, ma anche notte come spunto per una dilatazione temporale e sensoriale). Fellini compone un ritratto istantaneo con rapide ma incisive pennellate: Roma è là, tra l’oro dei vestiti talari, l’oscurità dei vicoli, il tanfo dei liquami, l’eccesso di cibo, la volgarità del popolo e la rassegnazione di un’aristocrazia morente, nel traffico disumano, nella bellezza sconvolgente dei secoli passati. Un miscuglio di sensazioni che attraversa lo spettatore sconcertandolo, divertendolo, perturbandolo. Un film che nessun amante di Roma e del cinema può permettersi di perdere. Per partecipare è richiesto un contributo di euro quattro per l’uso del cinema Jacopone Contatti: +39 329 6161471 + 39 339 7807729 info@matavitatau.it www.matavitatau.it

pagina Facebook: https://www.facebook.com/Matavitatau?ref=hl

Decennale associazione Matavitatau (2006-2016)

 “Chi il più profondo ha pensato ama il più vivo”

J.C. Friedrich Hölderlin

 

domenica 13 marzo 2016 ore 16

PRESENTAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE E DEL PROGRAMMA 2016

Aula Magna

Cittadella Agraria 

Via Montecristo, 3   Todi (Pg)

A seguire momento di poesia e musica e degustazione ispirata a ricette latine

Asse Nero e mulsum

    In occasione del decennale  associativo (2006-2016) Matavitatau  propone una riflessione che sorprende il “punto di fuga” dell’Associazione nello 12809985_10208683113298213_1011453766_osguardo verso il passato, incastonato come una gemma nel nostro presente.  L’iniziativa inaugurale del decennale che ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Todi, prevede un tavolo di riflessione sul tema del programma Matavitatau per il 2016 dettato dalla frase di Hölderlin:  “Chi il più profondo ha pensato ama il più vivo” Matavitatau, il cui stesso nome suggerisce l’invito a lasciarsi coinvolgere dall’antico nella sua dimensione di meraviglia che apre alla conoscenza, nei suoi dieci anni di attività ha proposto numerose iniziative mirate a riscoprire le radici latine dell’identità italiana, il bello e il gusto del passato, soffermandosi a indagare il concetto di “rovina”, nelle sue connessioni fra passato e presente. Interverranno portando ognuno il  proprio contributo di riflessione Sergio Guarente, dirigente Liceo Jacopone da Todi e Presidente Rotary Club Todi, Giovanni Antonelli del Rotary Club Todi, Giovanni Pace, dirigente della Scuola Cocchi Aosta e il Presidente Matavitatau, Nicoletta Bernardini. Concluderà l’incontro Marcello Rinaldi, dirigente dell’Istituto Ciuffelli Einaudi. Al tavolo di riflessione seguirà un momento dedicato all’ascolto di poesia e musica a cura di Antonietta Ferrovecchio e Giulio Pocecco e al termine un momento di degustazione, durante il quale saranno servite anche alcune pietanze ricostruite sulla base di antiche ricette latine. Per quanti vorranno unirsi al nutrito gruppo di soci Matavitatau in occasione del decennale associativo, verrà consegnata una tessera associativa “intelligente”: la MATAVITASMARTCARD, al tempo stesso tessera e “memoria” (parola particolarmente cara a Matavitatau!) che permetterà di salvare e scambiare file e foto delle attività. Ingresso libero Contatti: +39 329 6161471 + 39 339 7807729    info@matavitatau.it www.matavitatau.it pagina Facebook: https://www.facebook.com/Matavitatau?ref=hl